Monti spiazza i parassiti e dice che "lasceremo il paese ad altri"

"Quando lasceremo ad altri nei prossimi mesi il governo del Paese, spero che lasceremo un Paese un po' più rasserenato e un po' meno rassegnato". In questo modo ha esordito il presidente del Consiglio Mario Monti intervenendo questa mattina al Forum della Cooperazione Internazionale all'Expo di Milano. In mattinata il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, in merito alla possibilità di un governo Monti-bis, aveva detto che "per me va benissimo", ribadendo in ogni caso la necessità di "un passaggio con la legittimità del voto". Leggi l'editoriale di Giuliano Ferrara Monti e i parassiti a caccia di voti che vorrebbero usarlo
1 OTT 12
Ultimo aggiornamento: 03:19 | 17 AGO 20
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"Quando lasceremo ad altri nei prossimi mesi il governo del Paese, spero che lasceremo un Paese un po' più rasserenato e un po' meno rassegnato". In questo modo ha esordito il presidente del Consiglio Mario Monti intervenendo questa mattina al Forum della Cooperazione Internazionale all'Expo di Milano. Monti ha altresì auspicato che il "fronte di intolleranza" che oggi separa molti italiani per le diverse visioni politiche separi in futuro "non più chi è di destra o di sinistra, per quanto le differenze siano importanti, ma chi paga le tasse e chi non le paga". Questo, ha detto premier, "contribuirebbe e contribuirà a dare un senso di cittadinanza comune". Sul fronte europeista, Monti ha dichiarato che politica estera e politica interna "sono sempre separabili, se vogliamo essere un Paese che vive l'integrazione nell'Europa e nel mondo con capacità di apporto e non con paura. Dobbiamo sentire l'Europa in casa".

Le parole del capo del governo arrivano dopo quelle pronunciate questa mattina dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi il quale, interpellato in merito alla possibilità di un governo Monti-bis, aveva risposto con un "Per me va benissimo" ribadendo in ogni caso la necessità di "un passaggio con la legittimità del voto". Gli interrogativi sulla posizione del leader di Confindustria nascono dalla presa di posizione degli ultimi giorni di Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini che hanno promosso con forza l'ipotesi di una eventuale legislatura con il premier tecnico al comando. Silenzio invece, da parte di Squinzi, sulla mossa dell'imprenditore Luca Cordero di Montezemolo che da ieri si è fatto promotore di un governo Monti-bis. Il presidente di Confindustria ha liquidato le domande in merito con un "no comment".

In merito all'ipotesi di Monti bis molteplici sono stati i punti di vista. A partire dallo stesso Pier Ferdinando Casini che ha dichiarato ai microfoni di Tgcom24: ''Non mi piace questa rappresentazione del Casini entusiasta, io sono realista, faccio la fotografia della situazione italiana''. ''Rischiavamo di fare la fine della Grecia, l'abbiamo scampata ma non definitivamente. Abbiamo un settore come quello immobiliare completamente fermo. Tante persone chiudono le aziende perché perdono invece di guadagnare. Ma anche il mercato dell'editoria e della stampa sono in crisi. Davanti a questo contesto lacerato non vedo la possibilità di tornare alle vecchie coalizioni che hanno ridotto il Paese così. Riprendiamo il carvanserraglio della sinistra? Riprendiamo l'alleanza Pdl-Lega? Pensiamo che questa sia la soluzione? Io penso che è Monti la soluzione'', ha insistito il leader dell'Udc. Che ha poi ribadito: ''Deve uscire allo scoperto chi ritiene che questa esperienza debba finire. Mi piacerebbe molto che non ci fosse più bisogno di Monti, aprire gli occhi e vedere che il Paese è sistemato, che di Monti non c'è bisogno, che torni in Senato a fare il senatore, ma questo è un quadro idilliaco, la realtà italiana non è così, di Monti c'è ancora bisogno. Non è che Casini è entusiasta di Monti, io sono entusiasta dei miei figli, non di Monti. Io sono realisticamente convinta che a Monti non ci sia alternativa''.
Rispetto al Monti-bis, così si era espresso ieri il presidente di Italia Futura Luca Cordero di Montezemolo in un'intervista al Corriere della Sera: "E' necessario costruire una grande forza popolare, riformatrice e liberale con l'obiettivo di dare consenso elettorale al percorso avviato da Monti". Montezemolo ha promesso che si impegnerà "personalmente" perché "questo progetto abbia successo" ma "senza rivendicare alcun ruolo o leadership. La mia speranza – ha chiarito – e quella di molti cittadini è che il premier voglia continuare a guidare la fase che si aprirà dopo le elezioni". L'apertura di Monti a un secondo mandato, è dunque "un'ottima notizia". Adesso, per il presidente della Ferrari, "è necessario un passaggio elettorale per consolidare il lavoro svolto" dal Professore e la sua squadra" e andare oltre. Dobbiamo legittimare con il voto di milioni di italiani l'apertura di una ricostruzione nazionale, che sarà lunga e difficile". E ItaliaFutura, che "non è mai stata interessata ad essere un partito" perché l'Italia "non ha bisogno" di questo, intende "contribuire al rinnovamento della politica nelle persone, nelle idee e nelle proposte". La prossima legislatura, che deve avere come "grande tema la crescita", fronte sul quale "dall'attuale governo sono venute le maggiori delusioni", non può che essere "costituente, è impossibile pensare di tornare alla conflittualita' permanente della Seconda Repubblica", ha rimarcato Montezemolo. Niente alleanze, poi, né con il Pdl né con il Pd, bensì "dialogo con le persone responsabili", perché occorre "dare finalmente un approdo agli elettori liberali, democratici e riformisti" che non si riconoscono nei due principali partiti e non possono essere "condannati a disperdere i loro voto in piccoli partiti" ma in un "grande soggetto che abbia l'ambizione di essere il primo partito".
Commenti all'ipotesi di un secondo governo Monti anche da parte del segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano che, intervistato da Maria Latella su skyTg24 ha affermato: "In una democrazia non si può fare a meno delle elezioni. Ci vuole rispetto per il risultato elettorale. La prossima primavera si vota, se Monti non si candida è difficile pensare a un secondo mandato per il Professore". O meglio, "come dovrebbe nascere un Monti bis diventa inspiegabile tecnicamente". Alfano ha poi aggiunto: "La sinistra avrà un candidato, noi avremo il nostro. Dall'altro lato invece c'è un candidato virtuale che annuncia tuttavia che non si candida. Alcuni politici – ha incalzato il segretario – considerano la politica come le costruzioni Lego, ma è fatta di carne e sangue, di battaglie. Io ho una certa difficoltà – ha concluso Alfano – a immaginare un candidato virtuale che non scende in campo".
Il sindaco di Firenze Matteo Renzi, in una intervista a Repubblica, ha bocciato l'ipotesi di un Monti bis: ''A Palazzo Chigi va chi vince le elezioni'', ha spiegato, perché ''non è pensabile fare le elezioni come se fossimo su Scherzi a parte. La sinistra corre un serio rischio: consegnare non tanto Monti, ma i contenuti della sua azione di governo, a un'ipotesi centrista. Sarebbe la sconfitta del Pd''.
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